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OFFICINA EDITORIALE

Fascicolo 002

Fai come vuoi

Modalità d’impiego

“Fai come vuoi” viene utilizzato quando l’interlocutore è tecnicamente libero di scegliere, purché scelga ciò che avrebbe dovuto capire da solo.

Può comparire prima di un’uscita con gli amici, dell’invio di un lavoro, della scelta di un oggetto o di qualunque altra decisione in cui la libertà concessa presenti clausole non allegate.

La formula non contiene divieti espliciti. Questo, tuttavia, non costituisce garanzia di libertà.

Indagine

La costruzione appare democratica: una persona restituisce all’altra la piena facoltà di decidere. Il problema tende a manifestarsi quando l’altra decide davvero come vuole.

In alcuni casi la formula conserva il significato letterale e non comporta conseguenze. Casi simili risultano segnalati, anche se l’Ufficio non dispone di documentazione fotografica.

Più frequentemente la libertà viene concessa con condizioni implicite che il destinatario è tenuto a ricostruire autonomamente.

Reperti

  1. Fai come vuoi.

    Formula base. Il rischio varia in funzione del tono.

  2. Fa’ come ti pare.

    Variante più sbrigativa.

  3. Fai pure come vuoi.

    La presenza di “pure” tende a ridurre il senso di libertà.

  4. No no, fai come vuoi.

    Si raccomanda cautela.

  5. Te l’ho detto, fai come vuoi.

    Pratica già compromessa.

  6. Fa’ il cazzo che vuoi.

    Volg. La libertà formale raggiunge il massimo; la convenienza del suo esercizio diminuisce in proporzione.

Verdetto

La formula concede una libertà reale, ma attribuisce al destinatario l’onere di prevederne le conseguenze.

L’Ufficio riconosce pertanto il diritto di fare come si vuole. Raccomanda tuttavia di non farlo.

LIBERTÀ CONCESSA SOTTO RESPONSABILITÀ DEL RICHIEDENTE

Per quanto di competenza, pratica archiviata. L’umano resta in osservazione.