Fascicolo 001
Poi vediamo
Modalità d’impiego
«Poi vediamo» viene utilizzato quando un sì appare prematuro, un no troppo brusco e prendere una decisione richiederebbe uno sforzo non previsto.
— Ci vediamo sabato?
— Poi vediamo.
— Pensi di riuscire a farmi sapere entro domani?
— Sì, magari sì, poi vediamo.
— Quest’estate andiamo finalmente in Portogallo?
— Poi vediamo.
La risposta mantiene formalmente aperte tutte le possibilità. Compresa quella, piuttosto competitiva, che non succeda un cazzo.
Indagine
Il significato vero non è necessariamente noto nel momento in cui la parola viene pronunciata. Può voler dire sì con prudenza, no senza assumersene la responsabilità, rimandiamo, ricordamelo, non ne voglio parlare oppure, in casi effettivamente documentabili, “vediamo” davvero.
Il significato di «poi vediamo» si chiarisce soprattutto dopo. Se venerdì siete ancora voi a chiedere «Allora, per domani?», la pratica non gode di buona salute. Con «Ti aggiorno dopo» entriamo in fase terminale. Se poi arriva domenica senza aggiornamenti, l’Ufficio registra un «no» che nessuno ha avuto il disturbo di pronunciare.
Reperti
Poi vediamo.
Possibilità formalmente esistente.
Vediamo dai.
Il “dai” non migliora sensibilmente la prognosi.
Sì sì, vediamo.
Il doppio sì rafforza una risposta nella quale continua a non esserci un sì.
Vediamo più avanti.
L’Ufficio non è riuscito a localizzare “più avanti”.
Verdetto
«Poi vediamo» non è necessariamente una bugia. È una risposta che lascia al tempo una buona parte del lavoro.
Per il momento non ti dico di no. Il tempo si occuperà del resto.
ESITO SOSPESO A TEMPO INDETERMINATO
Per quanto di competenza, pratica archiviata. L’umano resta in osservazione.